Divina Commedia
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L'inferno dantesco
visto da Marco Rinaldi
 
Nel mezzo del cammin di nostra vita
I: Nel mezzo del cammin di nostra vita
III: Per me si va ne la città dolente,
V: giudica e manda secondo ch'avvinghia.
V: Amor, ch'a nullo amato amar perdona,
VI: etterna, maladetta, fredda e greve
VIII: segando se ne va l'antica prora
XXV: Mentre che 'l fummo l'uno e l'altro vela
XXVI: Infin chel mar fu sovra noi richiuso
XXXIII: vid'io cascar li tre ad uno ad uno


INFERNO
Canto V

Stavvi Minòs orribilmente, e ringhia:
essamina le colpe ne l’intrata;
giudica e manda secondo ch’avvinghia.

Dico che quando l’anima mal nata
li vien dinanzi, tutta si confessa;
e quel conoscitor de le peccata

vede qual loco d’inferno è da essa;
cignesi con la coda tante volte
quantunque gradi vuol che giù sia messa.

Sempre dinanzi a lui ne stanno molte:
vanno a vicenda ciascuna al giudizio,
dicono e odono e poi son giù volte.

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