Divina Commedia
Home Page
Inferno
Purgatorio
Paradiso


 
L'inferno dantesco
visto da Marco Rinaldi
 
Nel mezzo del cammin di nostra vita
I: Nel mezzo del cammin di nostra vita
III: Per me si va ne la città dolente,
V: giudica e manda secondo ch'avvinghia.
V: Amor, ch'a nullo amato amar perdona,
VI: etterna, maladetta, fredda e greve
VIII: segando se ne va l'antica prora
XXV: Mentre che 'l fummo l'uno e l'altro vela
XXVI: Infin chel mar fu sovra noi richiuso
XXXIII: vid'io cascar li tre ad uno ad uno


INFERNO
Canto V

«O animal grazïoso e benigno
che visitando vai per l'aere perso
noi che tignemmo il mondo di sanguigno,

se fosse amico il re de l'universo,
noi pregheremmo lui de la tua pace,
poi c'hai pietà del nostro mal perverso.

Di quel che udire e che parlar vi piace,
noi udiremo e parleremo a voi,
mentre che 'l vento, come fa, ci tace.

Siede la terra dove nata fui
su la marina dove 'l Po discende
per aver pace co' seguaci sui.

Amor, ch'al cor gentil ratto s'apprende,
prese costui de la bella persona
che mi fu tolta; e 'l modo ancor m'offende.

Amor, ch'a nullo amato amar perdona,
mi prese del costui piacer sì forte,
che, come vedi, ancor non m'abbandona.

Amor condusse noi ad una morte.
Caina attende chi a vita ci spense».
Queste parole da lor ci fuor porte.

Quand'io intesi quell'anime offense,
china' il viso, e tanto il tenni basso,
fin che 'l poeta mi disse: «Che pense?».

Quando rispuosi, cominciai: «Oh lasso,
quanti dolci pensier, quanto disio
menò costoro al doloroso passo!».

| inferno | purgatorio | paradiso | critiche | contact | link | english | home |