Divina Commedia
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L'inferno dantesco
visto da Marco Rinaldi
 
Nel mezzo del cammin di nostra vita
I: Nel mezzo del cammin di nostra vita
III: Per me si va ne la città dolente,
V: giudica e manda secondo ch'avvinghia.
V: Amor, ch'a nullo amato amar perdona,
VI: etterna, maladetta, fredda e greve
VIII: segando se ne va l'antica prora
XXV: Mentre che 'l fummo l'uno e l'altro vela
XXVI: Infin chel mar fu sovra noi richiuso
XXXIII: vid'io cascar li tre ad uno ad uno


INFERNO
Canto XXVI

...

Cinque volte racceso e tante casso
lo lume era di sotto da la luna,
poi che 'ntrati eravam ne l'alto passo,

quando n'apparve una montagna, bruna
per la distanza, e parvemi alta tanto
quanto veduta non avëa alcuna.

Noi ci allegrammo, e tosto tornò in pianto;
ché de la nova terra un turbo nacque
e percosse del legno il primo canto.

Tre volte il fé girar con tutte l'acque;
a la quarta levar la poppa in suso
e la prora ire in giù, com' altrui piacque,

infin che 'l mar fu sovra noi richiuso».

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