Divina Commedia
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The Comedy
painted by Marco Rinaldi
 
Nel mezzo del cammin di nostra vita
canto xxxiii
l'amor che move il sole e l'altre stelle
canto ii
quasi adamante che lo sol ferisse
quale a raggio di sole specchio d'oro
canto XXIII
del quale il ciel più chiaro s'inzaffira
Come foco di nube si disserra
Come foco di nube si diserra
quasi rubin che oro circunscrive

PARADISO
Canto XXXIII

Qual è 'l geomètra che tutto s'affige
per misurar lo cerchio, e non ritrova,
pensando, quel principio ond' elli indige,

tal era io a quella vista nova:
veder voleva come si convenne
l'imago al cerchio e come vi s'indova;

ma non eran da ciò le proprie penne:
se non che la mia mente fu percossa
da un fulgore in che sua voglia venne.

A l'alta fantasia qui mancò possa;
ma già volgeva il mio disio e 'l velle,
sì come rota ch'igualmente è mossa,

l'amor che move il sole e l'altre stelle.




As the geometrician, who endeavours
To square the circle, and discovers not.
By taking thought, the principle he wants,

Even such was I at that new apparition;
I wished to see how the image to the circle
Conformed itself, and how it there finds place;

But my own wings were not enough for this,
Had it not been that then my mind there smote
A flash of lightning, wherein came its wish.

Here vigour failed the lofty fantasy:
But now was turning my desire and will,
Even as a wheel that equally is moved,

The Love which moves the sun and the other stars.

Longfellow translation

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